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Locazione ad uso abitativo: focus sul contratto transitorio

Il contratto transitorio ad uso abitativo viene stipulato tra locatore e conduttore per esigenze temporanee non turistiche.

Prima di stipulare un contratto di locazione abitativa ad uso transitorio è bene informarsi approfonditamente, in quanto vi sono molti aspetti peculiari da considerare. Commettere errori riguardanti gli elementi essenziali, come la durata, può ricondurre il contratto alla disciplina del 4+4.

Il contratto transitorio ha una durata che va da un minimo di 1 mese ad un massimo di 18 mesi in base alla motivazione di transitorietà. A caratterizzare il contratto transitorio, oltre la sua durata, è l'esigenza transitoria, ossia una motivazione documentata e temporanea del locatore o del conduttore. Affinché il motivo giustifichi l'accordo transitorio, deve rientrare tra quelli previsti dalla giurisprudenza ed eventualmente dagli accordi locali. A titolo di esempio vi sono esigenze connesse all'attività lavorativa, all'esecuzione di interventi di ristrutturazione importanti presso l'immobile in cui si risiede od a necessità mediche/sanitarie.

Una particolare tipologia di contratto transitorio è quella per studenti universitari, che ha una durata e una motivazione specifica. Il proprietario può locare l'immobile ad uno o più studenti universitari fuori sede per un minimo di 6 mesi fino ad un massimo di 36 mesi.

Quando si intende stipulare un contratto di locazione transitorio per finalità abitative è bene prestare attenzione ad alcuni elementi fondamentali fra cui:
• la categoria catastale dell'immobile che deve essere adeguata all'uso abitativo;
• il motivo della transitorietà che deve essere riportato nel contratto di locazione;
• l'accordo locale del proprio Comune o, se assente, quello del Comune limitrofo più vicino;
• la durata del contratto che, per legge, non può superare i 18 mesi o i 36 mesi, nel caso in cui l'immobile sia locato a studenti universitari fuori sede;
• il canone di locazione che per gli immobili ricadenti nei Comuni con un numero di abitanti superiore a 10.000 viene definito dagli accordi locali. Può essere liberamente determinato solo nei Comuni con un numero di abitanti inferiore o uguale a 10.000, salvo che non sia previsto un accordo territoriale.

Da un punto di vista fiscale solo gli immobili situati nei Comuni ad alta tensione abitativa possono beneficiare della cedolare secca agevolata al 10%.

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